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Autolink News
2/4/2012
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pag 15720

Daimler lancia brand elettrico in Cina e nega interesse per Ducati

Shenzhen, 2 - La joint venture paritetica Byd Daimler New Technology tra la Casa cinese e il Gruppo tedesco ha svelato il nuovo marchio Denza per il mercato cinese destinato ad affiancare i veicoli elettrici sviluppati dalla partnership. Con la denominazione Denza, Byd e Daimler hanno inteso esaltare i termini modernità, tecnologia verde e aumento di potenza. La prima apparizione pubblica di un modello con il brand Denza è prevista all’imminente Salone di Pechino, mentre per la commercializzazione dell’elettrica si dovrà attendere il 2013.

Nel frattempo, il Gruppo Daimler, attraverso un portavoce, ha seccamente smentito le indiscrezioni lanciate dal Corsera su un suo presunto interesse per Ducati. La Casa italiana è così sempre più vicina ad Audi.

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2014-11-25La mobilità autonoma Mercedes da sogno a realtà Roma, 25 - Mercedes ha organizzato dei test per dimostrare come una berlina di lusso del futuro ... Roma, 25 - Mercedes ha organizzato dei test per dimostrare come una berlina di lusso del futuro possa viaggiare in modo autonomo trasformando questa tecnologia da sogno a quasi realtà. Un’anticipazione virtuale attraverso un concept di abitacolo all’avanguardia per una vettura di classe superiore che si chiama S 500 Intelligent Drive. Un’autentica rivoluzione che parte dagli interni, vero ufficio mobile e dove si respira una rilassata atmosfera lounge. Grazie al nuovo modo di viaggiare nelle città del futuro, gli occupanti delle vetture “self-driving” avranno la libertà di utilizzare in modo ancor più flessibile il proprio tempo durante il percorso. Per la configurazione dell’abitacolo, gli ingegneri e i designer Mercedes hanno elaborato uno scenario multidisciplinare, sempre rispecchiando l’interpretazione tipica della Stella nel concetto di modern luxury: abitabilità, eleganza ed intuitività. Il cuore dell’innovativo concetto di abitacolo è rappresentato dal sistema di sedili a conformazione variabile con 4 sedute lounge girevoli per una seduta vis-à-vis. Quando lo desidera, un volante estraibile consente al guidatore di assumere il pieno controllo della vettura. L’idea centrale dell’innovativo concetto degli interni è costituita dal costante scambio di informazioni tra vettura, passeggeri e mondo esterno e l’abitacolo si trasforma in uno spazio dove vivere esperienze digitali consentendo ai passeggeri di interagire con l’auto attraverso gesti appositi o toccando i vari display. Ovviamente, Mercedes ammette che per rendere davvero una realtà la guida autonoma occorrono ulteriori passi evolutivi e nei prossimi anni saranno quindi introdotti sistemi di assistenza nuovi o rivisitati che spianeranno la strada (comunque già tracciata) alla rivoluzione della “Autonomous Mobility”. Oltre alla S 500 Intelligent Drive, Mercedes ha dato prova delle sue capacità di innovazione anche nel settore dei truck presentando in estate Future Truck 2025, primo veicolo industriale al mondo capace di guidarsi da solo. Mercedes è infine tra le prime Case ad aver ottenuto il permesso di testare le auto a guida autonoma su strade pubbliche in California.
2014-11-17Toyota: 20 anni di ricerca e 11 prototipi per la fuel cell Roma, 17 - Pioniera nella strada della mobilità sostenibile con l’ibrida Prius lanciata a fine 1... Roma, 17 - Pioniera nella strada della mobilità sostenibile con l’ibrida Prius lanciata a fine 1997 in Giappone e poi rivelatasi un grande successo a livello mondiale, Toyota conferma ora di essere all’avanguardia nello sviluppo dell’eco-sostenibilità con la presentazione (attesa per domani) della sua prima vettura a idrogeno di serie, la Mirai fuel cell. Ripercorriamo le tappe che hanno portato al lancio del modello, frutto di quasi 20 anni di ricerche e di ben 11 prototipi che ne hanno anticipato la realtà produttiva che avverrà in uno stabilimento nipponico.La prima concept FCEV-1 di veicolo equipaggiato con celle a combustibile è stata svelata nel 1996, sviluppata sulla prima generazione della Rav4. Era dotata di un serbatoio di accumulo dell’idrogeno in lega assorbente ed è stata ulteriormente migliorata l’anno successivo con il prototipo FCEV-2 che disponeva di un reformer in grado di estrarre idrogeno dal metanolo. Le successive concept FCHV-3 e FCHV-4 erano equipaggiate con un pacco di celle a combustibile in grado di erogare 90 kW, potenza quattro volte superiore rispetto alla FCEV-1. L’autonomia era di 250 km, la velocità massima di 150 km/h. La FCHV-4 è stata inoltre la prima concept a idrogeno ammessa ai test su strade pubbliche nel Sol Levante. Le prove sono iniziate nel giugno del 2001 e sono andate avanti per tre anni, anche su autostrade e percorsi in pendenza. La FCHV-5 è stata l’ultima sviluppata nel 2001 sulla base della Highlander, produceva elettricità derivata dall’idrogeno ed era migliore rispetto alle precedenti per accelerazione ed economia di esercizio.Si arriva poi a gennaio 2003 con la presentazione in anteprima mondiale al Naias di Detroit della concept Fine-S, equipaggiata con un sistema ibrido di alimentazione con celle a combustibile ad idrogeno, alloggiato sotto il pavimento del veicolo con la potenza distribuita in modo indipendente sulle quattro ruote. Sempre nel 2003, ma al Motor Show di Tokyo in autunno, Toyota ha poi esposto la concept Fine-N, il cui pacco di celle a combustibile aveva un’altezza di soli 150 mm ed era alloggiato sotto il pavimento insieme ad una batteria agli ioni di litio ad alta densità (l’autonomia era salita a 500 km).Due anni dopo, sempre al Motor Show di Tokyo, è stata svelata la concept Fine-T, dalle dimensioni simili alla Yaris e con spazio interno come la Avensis. Il sistema a quattro ruote indipendenti consentiva un raggio di sterzata molto ridotto. Le ulteriori tappe dello sviluppo fuel cell di Toyota sono più recenti. Nel 2010 è stata presentata la concept aggiornata della FCHV-5, capace di raggiungere 830 km di autonomia grazie all’installazione di serbatoi a idrogeno ad alta pressione. Nel 2011 è stata la volta del prototipo FCV-R con un pacco di celle più piccolo, posizionato sotto i sedili per un’autonomia di circa 700 km. La ricerca sui prototipi si è chiusa un anno fa con l’esposizione al Salone di Tokyo della FCV, dotata di un pacco di celle a combustibile leggero e di due serbatoi di idrogeno ad alta pressione. Potenza di oltre 100 kW e disponibilità di un converter ad elevata efficienza. Domani la realtà di serie.