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Da Asia e USA spinta decisiva per il boom vendite Ferrari
Maranello, 11 - Il 2010 è stato un anno davvero molto positivo per la Ferrari tanto che, per alcuni parametri, sono stati
realizzati risultati migliori rispetto ai valori record del 2008. Il Cavallino Rampante ha immatricolato globalmente 6.573
unità, in crescita del 5,4% sul 2009, il numero più elevato di sempre. A spingere le vendite di Maranello sono stati i mercati
asiatici, e in particolare la Cina dove il guadagno è stato del 43,6% a quasi 300 vetture, quelli del Medio Oriente e il Nord
America, tradizionalmente il principale mercato della Casa e dove sono stati consegnati 1.576 esemplari, il 12,7% in più.
Sostanziale tenuta nei mercati europei, ancora non usciti dalla crisi. Ma a sostenere il bilancio vendite ci hanno pensato
ovviamente i gioielli della società. Dalla California (ancora più apprezzata dopo l’adozione del sistema ecologico Hele) alla
458 Italia (“sommersa” di riconoscimenti internazionali) fino alla 599 GTO i cui 599 esemplari disponibili sono stati venduti
prima ancora della presentazione cinese.
La Ferrari ha inoltre realizzato ricavi in crescita del 7,9% a 1,919 miliardi di Euro, un risultato della gestione corrente
in aumento del 26,9% a 302,7 milioni e una redditività con il ROS arrivata al 15,8%, dato ben più elevato dei valori tipici
del settore. Altro ottimo risultato la posizione finanziaria netta industriale che ha toccato i 630,8 milioni di Euro con
flusso di cassa superiore ai 290 milioni. Un evento del 2010 che rimarrà nella storia dell’azienda è stato l’apertura del
grande parco tematico Ferrari World ad Abu Dhabi, premiato da un crescente afflusso di pubblico, così come peraltro il Museo
di Maranello che per la prima volta ha accolto più di 225 mila appassionati.
Il 2011, come spiegato dal Presidente Luca di Montezemolo, si presenta ricco di nuove sfide, a cominciare dalla caccia al
titolo mondiale di F1, dal lancio della nuovissima FF (anteprima a Ginevra) e dallo sbarco in India che porta a 58 i mercati
mondiali in cui Ferrari è ufficialmente presente.
La pubblicazione dei dati di chiusura del 2010 è stata l’occasione ideale in casa Ferrari per rispondere alla denuncia preannunciata
da Ford che ha accusato Maranello di aver scelto per la nuova monoposto di F1 (la F150 in onore dell’Unità d’Italia) un nome
troppo simile al suo pick-up bestseller F-150. Il Cavallino ha diffuso una nota (inviata a Ford) in cui precisa che la sigla
F150 non è né mai sarà la denominazione di un prodotto commerciale. In ogni caso, per evitare equivoci, da ora in poi sarà
eliminato in tutte le sedi il nome abbreviato e sarà sempre utilizzato quello intero F150th Italia.