Fiat: è ormai urgente rilanciare la joint venture con Tata
New Delhi, 12 - Sergio Marchionne e Ratan Tata sono amici e si stimano. Sono già basi di partenza importanti per far sì che
la joint venture paritetica tra Fiat e Tata sia rilanciata a breve. Ma non basta.
L’India è uno dei quattro mercati emergenti a livello mondiale e il Lingotto deve recuperare terreno sui principali concorrenti,
valutazione che purtroppo per Fiat coinvolge anche Russia e Cina (in Brasile è invece al top da tanti anni). La Casa è ancora
alla ricerca di un partner affidabile in Russia, mentre in Cina ha siglato una joint venture con Guangzhou, ma è chiaro che
per diventare un Gruppo globale da top five il mercato indiano è imprescindibile. La situazione è chiara. Urge in tempi stretti
rilanciare un’alleanza stipulata ormai quattro anni fa e che da allora non ha mai soddisfatto le aspettative. Tanto per citare
l’ultimo dato disponibile (primi otto mesi) le vendite di Fiat India hanno incassato l’ennesima flessione del 22% a meno di
8.000 esemplari tra Palio, Grande Punto e Linea.
Alcuni passi per invertire la tendenza sono già stati fatti. Fiat ha chiesto a Tata di separare la distribuzione dei rispettivi
modelli nei concessionari locali e nella nuova organizzazione mondiale del Gruppo varata da Marchionne il quartier generale
delle operazioni in Sud-Est asiatico, India stessa, Cina, Corea, Giappone ed Australia sorgerà a Shanghai.
Secondo il Presidente di Fiat India, Rajeev Kapoor, si tratta già di decisioni chiave per il rilancio in India dove nel 2013
il Lingotto prevede di lanciare una nuova utilitaria sviluppata a Torino. Sono già state effettuate delle ricerche nelle città
principali di New Delhi e Mumbai per capire l’impatto che avrà la piccola. In sostanza, Fiat e Tata non abbandoneranno l’alleanza,
ma occorre fare presto per evitare un flop che, se duraturo, potrebbe rivelarsi letale.