Si avvera il sogno di Piech: 12 brand nel Gruppo VW
Berlino, 18 - L’ufficialità è attesa domani all’assemblea degli azionisti, ma la transazione è definita: Audi acquisterà Ducati
per 860 milioni di Euro. Si avvera dunque il sogno del grande patron del Gruppo Volkswagen, Ferdinand Piech, che 3 anni fa
aveva fissato a 12 il numero perfetto per i marchi controllati da Wolfsburg (come dodici sono i suoi figli nati da quattro
diverse relazioni).
Proprio ieri il mitico manager austriaco ha compiuto 75 anni, gli ultimi 18 dei quali trascorsi alla guida del Gruppo VW,
sebbene “solo” 9 nel ruolo di Chief Executive Officer, ora ricoperto dal delfino Martin Winterkorn (risale all’epoca della
Presidenza l’acquisizione di marchi quali Bugatti, Bentley e Lamborghini). Piech è attualmente il Chairman del Consiglio di
Sorveglianza, incarico che domani dovrebbe essere rinnovato per altri cinque anni rendendo di fatto Piech il top manager più
anziano di una società tedesca quotata in Borsa.
Negli ultimi mesi aveva destato qualche preoccupazione (per il suo stato di salute) l’assenza di Piech nei principali Saloni
internazionali di inizio anno, quello di Detroit a gennaio e quello di Ginevra a marzo (quando come da tradizione il Gruppo
svela le novità di prodotto nella serata precedente le due giornate stampa). Preoccupazioni fugate dalla società che dà per
certa la presenza di Piech all’assemblea di domani quando riceverà il terzo mandato da Chairman del Consiglio di Sorveglianza.
“Piech è sempre l’indiscutibile leader del Gruppo VW”, ha spiegato l’analista bavarese Helmut Becker.
Ed è stato proprio Piech (possessore di una moto Ducati) a spingere il board ad accelerare nell’acquisizione di Ducati da
parte di Audi, evitando interferenze come quelle della Mercedes. A Piech restano ora ancora un paio di desideri, non certo
inconfessabili. Essere sempre alla guida esecutiva del Gruppo quando VW si insedierà sul trono mondiale (probabilmente ben
prima della scadenza fissata per il 2018) e fare 13, inglobare cioè nella galassia VW anche Alfa Romeo che è però strenuamente
difesa dall’amico Sergio Marchionne. Nella sua lunga leadership a Wolfsburg, sono poche le operazioni fallite che si possono
imputare a Piech. Tra queste, la scelta di realizzare un’ammiraglia di lusso come Phaéton che ha comportato per il Gruppo
la spesa di circa 1 miliardo di Euro senza gli auspicati ritorni finanziari.
Un’ultima annotazione. Da domani, il Gruppo avrà dunque inglobato i marchi Audi, Skoda, Seat, Lamborghini, Bugatti, Bentley,
Scania, Man, Ducati, Porsche (operazione ancora in corso), Italdesign Giugiaro e Veicoli Commerciali. Potevano anche essere
13, ma con Suzuki (di cui peraltro VW ha una quota del 19,9%, quindi di minoranza) non finirà a rose e fiori, anzi. Il patron
del Gruppo nipponico, Osamu Suzuki, non ha alcuna intenzione di stare sotto l’egida Volkswagen e la battaglia legale tra i
due colossi dell’auto è appena agli inizi.