Unrae: mercato Italia 2011 a 1,81 milioni di unità, -7,7%
Milano, 6 - Il grande contenitore di dati che da anni vengono raccolti ed elaborati dall’ufficio statistico dell’Unrae si
è ora trasformato in un vero e proprio Centri Studi. E il primo prodotto del nuovo reparto si è concretizzato nella nascita
dell’Osservatorio Unrae “Previsioni & Mercato”, diretto da Sirio Tardella con l’assistenza di Cristiana Petrucci, che avrà
il delicato compito di elaborare previsioni secondo un modello econometrico sviluppato in collaborazione con Prometeia. Previsti
quattro documenti l’anno in coincidenza con il primo mese successivo al trimestre.
Il primo documento propone stime sul mercato italiano delle auto e dei fuoristrada ed è suddiviso in quattro sezioni: totale
mercato, tipologia di utilizzatore, tipologia di alimentazione e segmenti. “L’Osservatorio Previsioni & Mercato - ha spiegato
il Direttore Generale dell’Unrae, Gianni Filipponi - ha anche un elevato valore relazionale, diventando punto di aggregazione
e confronto per tutti i soggetti interessati a vario titolo alle dinamiche del mercato automotive, mettendo a frutto la capacità
di fare sistema, che da sempre contraddistingue l’attività dell’Unrae”. In sostanza, il Centro Studi Unrae cercherà di comprendere
al meglio il futuro del mercato automobilistico e di rendere più costruttivo il rapporto con le Istituzioni.
Ma cosa emerge dal primo documento redatto dal Centro Studi? Il quadro italiano mostra evidenti difficoltà a ripartire tanto
che l’intero 2011 dovrebbe chiudersi a circa 1,81 milioni di esemplari immatricolati, in flessione del 7,7% rispetto al bilancio
2010. Il secondo trimestre dovrebbe registrare un calo del 3,6%, mentre dal terzo si intravedranno i primi segnali di ripresa
con una prevista crescita del 2,1%, segnali che troveranno vere conferme soltanto dal 2012. Ad impedire un decremento ancora
più pesante è e sarà la crescente domanda da parte delle aziende di noleggio e delle società che in qualche modo compenserà
la modesta richiesta dei privati. Pesano, come su tutti i mercati internazionali, le tensioni inflazionistiche sui prezzi
delle materie prime, le politiche monetarie e fiscali e le incertezze generali determinate dalla situazione in nord Africa
e in Giappone. Da noi, in particolare, i consumi delle famiglie sono frenati dall’aumento dell’inflazione che crea un clima
di scarsa fiducia.
Per quanto riguarda il tipo di alimentazione, il primo Osservatorio Previsioni & Mercato prevede che per tutto l’anno sarà
confermato l’attuale trend al rialzo delle diesel che incideranno per circa il 55% sul totale contro il 40% delle benzina
e un valore attorno al 5% per le auto a bassissimo impatto ambientale (anche se quest’anno debutterà l’elettrico). Importante
ricordare che il valore delle emissioni medie ponderate di CO2 delle nuove vetture, già sceso a marzo sotto i 130 g/km, si
manterrà intorno a tale livello per il resto dell’anno, anticipando dunque l’obiettivo fissato dall’UE per il 2012. Tra i
segmenti, ripresa del C, conferma dell’A intorno al 17% e flessione del B che scenderà al 37,5%. In forte crescita i fuoristrada,
mentre le medie superiori e di lusso si attesteranno al 10%.
La presentazione del primo documento previsionale redatto dal Centro Studi Unrae è stata anche l’occasione da parte dell’Associazione
che riunisce i costruttori stranieri in Italia di esprimere la massima preoccupazione per due fattori che stanno danneggiando
e danneggeranno l’afflusso della clientela nei concessionari. L’Unrae denuncia infatti i continui aumenti della benzina. “Sono
appena state incrementate le accise sulla benzina - ha commentato Filipponi - mentre si attendeva una loro riduzione visto
che l’Erario sta incassando molta più Iva dai prodotti petroliferi. Questa situazione non è ammissibile e chiediamo alla politica
di intervenire e tutelare i consumatori”.
Anche le modifiche sui conteggi dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), già criticate da Anfia e Federauto, sono nel
mirino dell’Unrae. Il conteggio della nuova IPT si baserà inizialmente sul numero dei kW di potenza della vettura e solo in
un secondo momento anche sulle varie classi ecologiche di omologazione europea. “La misura - ha concluso il Direttore Generale
dell’Unrae - pur nel suo aggravio dei costi avrebbe almeno delle motivazioni ragionevoli se fosse legata soprattutto agli
aspetti ecologici. Cosa che invece potrà avvenire, eventualmente, dal 1° gennaio 2012 se verrà attuata la riforma globale
dell’IPT. In questo modo, non si intravede nemmeno quella politica di lungo periodo in favore di un piano strutturale di rinnovo
del parco circolante basato su principi ecologici certi e univoci”.