Renault punta a 100 mila elettriche l’anno dal 2012
Parigi, 3 - Renault si sta concentrando sul programma di sviluppo delle auto elettriche. Saranno avviati test sperimentali
in Israele e Danimarca, oltre che ovviamente in Francia, dove la gamma delle elettriche sarà prodotta nello stabilimento di
Flins, vicino a Parigi. La Casa sta però cercando un altro sito transalpino per soddisfare una domanda che prevede molto forte.
Il Vice Presidente, Patrick Pelata, ha infatti anticipato l’obiettivo di immatricolare tra le 20 mila e le 40 mila elettriche
dal 2011, per salire a circa 100 mila a partire dall’anno successivo. Renault vorrebbe inoltre assemblare anche in un impianto
francese le batterie agli ioni di litio sviluppate in collaborazione con la partner Nissan grazie alla joint venture con Nec
Corporation. Il primo modello da adattare alla propulsione elettrica dovrebbe essere una nuova berlina denominata Fluence
che sarà lanciata entro la fine del prossimo anno.
Ma la strategia futura Renault, che va oltre il Contrat Plan 2009 (non del tutto soddisfacente), si articolerà non soltanto
sulle elettriche. Sono infatti previsti lo sviluppo di una low cost in India entro il 2011, il potenziamento insieme a Nissan
delle capacità produttive degli impianti di Chennai (India) e di Tangeri (Marocco), e la condivisione del know-how con la
nuova alleata, la russa AvtoVaz. Quest’ultima partnership consentirà a Renault di potenziare la sua presenza in quello che
al momento (con il Brasile) rimane il mercato a più elevato tasso di crescita al mondo.
Certo, come hanno ricordato Pelata e il Presidente Carlos Ghosn, la sfavorevole congiuntura internazionale porterà Renault
ad adottare drastici provvedimenti per arginare la crisi. Confermati gli esuberi di 6.000 addetti europei (4.900 dei quali
in Francia) con conseguente riduzione del 10 % dei costi strutturali, gli aumenti dei prezzi di vendita delle vetture per
attenuare l’impatto degli elevati costi delle materie prime, il congelamento o il rinvio di progetti considerati non prioritari,
la riorganizzazione produttiva nel sito di Sandouville con un turno unico e il taglio del rapporto tra le spese di ricerca
e sviluppo e gli investimenti e ricavi.